Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo

La chiesa di S.Pietro “de Gructis” è citata in un documento relativo alle chiese della diocesi diSpoleto nei secoli XIII e XIV, dipendeva dalla pieve di S.Maria di Narco. La chiesa attuale è il risultato di molteplici interventi di restauro e di rifacimento che ne hanno alterato notevolmente la struttura architettonica originaria, qui è stata trovata in epoca rinascimentale un’epigrafe funeraria romana. L’interno è a una sola navata con tre altari, ricostruiti recentemente e con dipinti su tela e affreschi del 600. Sopra la porta d’ ingresso è installato su cantoria un organo costruito dal ternano Eugenio Spada nel 1857, proveniente dalla Cappella della Concezione della chiesa di S. Gregorio a Spoleto. Fu restaurato una prima volta nel 1985 da E. Piccinelli. La tastiera è costituita da 54 tasti (Do1 – Fa5) con la prima ottava scavezza. Sopra l’altare della parete destra, datato 1625, si trova una tela raffigurante la Madonna col Bambino su una nube sovrastante S.Francesco con le stimmate e un santo vescovo. Nella parete in fondo, dietro l’altare centrale, una tela rappresenta evangelicamente Cristo che, contornato da alcuni apostoli, proclama Pietro depositario delle chiavi del “Regno dei Cieli”, ai lati sono affrescate le immagini di S.Pietro e di S.Paolo, Santi titolari di questa chiesa.L’altare della parete sinistra è dedicato alla Madonna del Rosario, una tela raffigura la Madonna col Bambino e intorno, entro riquadri, sono rappresentate la vita e la passione di Gesù. In quello di destra è dipinto S.Antonio da Padova, in quello di sinistra, iconograficamente interessante per la sua singolarità, è effigiato un ignoto personaggio. Esternamente, svetta il campanile a torre restaurato nel 1950 (dentro la chiesa è presente una tavola di marmo che ricorda tale evento) dal quale si accede da una stanza situata vicino la sagrestia. Al suo interno sono presenti 3 campane. In occasione delle festività natalizie, ogni anno alcuni ragazzi del paese compongono il Presepe vicino all’ingresso.


Le Campane:

La Campana maggiore detta anche “Campanone”

Fusa nel 1493 da Ioham Ferraut, ha un diametro di 95,5 centimetri e la sua nota nominale è Lab3. In alto su due righe sono riportati i seguenti caratteri gotici, nella riga superiore a caratteri grandi: “Mentem Sanctam Spontaneam Honorem Deo et Patriae Liberationem”. Riga inferiore: “Magistro Ioham Ferraut me fecit xus, rex venit in pace Deus homo factus est et verbum caro factum est MCCCCLXXXXIII”. Si dice che durante la sua fusione avvenuta in piazza le signore del paese gettarono nel crogiolo l’oro dei vestiti, ciò conferì alla campana il potere di allontanare i temporali più di ogni altra campana “se avvisata per tempo” e suonata “A Bicchiere”, tra l’altro è la campana più grande di tutta la Val di Narco.


La seconda campana detta anche “Campana Mezzana”

Rifusa nel 1910 dalla Premiata Fonderia di Campane Demetrio Soli & Figli di Foligno, ha un diametro di 84,7 centimetri e la sua nota nominale è Sol3. In alto su due righe riporta la seguente decitura:Fatta rifondere dal paese delle grotti con il denaro del bosco della comunità parroco Don Leonardo Salviani.



La terza campana detta anche “Campana Piccola”

Fusa da Salvatore Orlandi di Gagliano Aterno (Aquila) ma non riporta l’anno di fusione, ha un diametro di 53,2 centimetri e la sua nota nominale è Fa#4. Nella parte bassa esternamente, sotto ad una immagine della Madonna col Bambino è riportata la seguente decitura: “Ave Maria” e sotto il fonditore: “Salvatore Orlandi Gagliano Aterno Aquila”

 

Il Rinterzo nelle feste solenni:


Le due campane minori prima della Messa

Il Rinterzo ripreso da altre angolazioni

La Campana Mezzana a Mezzogiorno

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